Carica dei tablet a muro
Un tablet incassato nel muro sta attaccato al caricatore ventiquattro ore al giorno, e una cella al litio tenuta ferma al 100% invecchia molto più in fretta di una che lavora in una banda intermedia. Questa integrazione comanda la presa del caricabatterie e tiene la batteria fra due soglie: sotto la prima attacca, sopra la seconda stacca. Sostituire la batteria vorrebbe dire smontare il pannello.
A sinistra c'è la scheda vera, la stessa che gira in casa: qui è collegata a due tablet simulati, e i suoi comandi funzionano — sposta le soglie, premi la carica forzata, spegni la gestione. A destra, un grafico disegnato per il sito: un'ora in quattro secondi, così il ciclo intero si vede in mezzo minuto. Prova «Sensore muto»: dopo tre ore simulate la presa si accende da sola mentre la scheda mostra ancora il livello di prima.
Cosa fa
Si configura tutto dall'interfaccia: un gruppo, e dentro quanti tablet servono. Per ognuno si dice come si chiama, quale sensore porta il livello di batteria, quale uscita alimenta il caricatore e fra quali soglie deve restare. Più gruppi convivono, se gestisci impianti diversi, e tutto si rimodifica da Configura senza reinstallare niente.
| Entità, per ogni tablet | A cosa serve |
|---|---|
number soglia di ricarica |
Sotto questo livello il caricatore si accende. Predefinita al 40%. |
number soglia di stop |
Sopra questo livello si spegne. Predefinita all'80%. |
switch gestione carica |
Spento, l'integrazione smette di comandare il caricatore e lo lascia com'è: per la manutenzione, o per un tablet staccato dal muro. |
button carica ora |
Carica fino alla soglia di stop e poi si esaurisce da sola. Serve prima di staccare il tablet dal muro, o quando si sa che seguirà un uso intenso. |
sensor stato |
Che cosa sta facendo il ciclo: in carica, in scarica, carica d'emergenza, carica forzata, fail-safe, non gestito. |
sensor stato del gruppo |
Uno solo per gruppo. Porta negli attributi la mappa completa — tablet, soglie, pulsanti, livelli — e la scheda si configura sapendo solo il suo nome: un tablet aggiunto dopo compare da solo. |
Il caricatore può essere una presa comandata, un relè, un modulo dietro il pannello: qualunque cosa
Home Assistant sappia accendere e spegnere, switch o light.
Le tre protezioni
Due soglie e un confronto sono cinque righe di automazione. Quello che si scopre dopo, tenendolo in funzione, sono i tre modi in cui quelle cinque righe si rompono.
1 Banda morta
Fra le due soglie lo stato del caricatore viene mantenuto, non ricalcolato: è ciò che impedisce al relè di ticchettare avanti e indietro sul valore di soglia. E prima di ogni comando si verifica che lo stato debba cambiare davvero, perché ogni scatto inutile è usura dell'attuatore. Nella demo si vede nella lunga discesa dall'80% al 40%: non parte nessun comando, per ore.
2 Soglia critica
Sotto il livello critico — 15% di serie — si carica comunque, ignorando ogni altra condizione tranne la disabilitazione manuale. Serve a chi abbassa troppo la soglia di ricarica: se l'hai messa al 10%, la critica interviene prima. È il caso che nella demo si prova con Soglia troppo bassa.
3 Fail-safe sul sensore
Se il sensore diventa non disponibile, o smette di riportare per più delle ore configurate, il caricatore viene acceso e arriva una notifica, che si ritira da sola quando il sensore torna a parlare. Acceso, non spento: il perché è qui sotto.
Perché quando non sa, accende
Davanti a un dato che non arriva, le due scelte non si equivalgono. Se l'integrazione lascia il caricatore spento senza sapere a che punto è la batteria, il tablet si scarica, muore, e il pannello a muro resta nero finché qualcuno non se ne accorge — in una casa, giorni. Se invece lo lascia acceso per errore, il danno è qualche ora di batteria al 100%, cioè un po' di invecchiamento: esattamente il male che si stava evitando, ma di due ordini di grandezza più piccolo. Per questo il fail-safe accende, e lo dice con una notifica invece di farlo in silenzio.
La taratura che va fatta sul campo
Su iOS il sistema sospende le app in background: quando lo schermo del tablet è spento, i sensori della companion app si aggiornano molto più di rado. Se la cadenza reale supera le ore configurate, il fail-safe scatta di continuo e il caricatore resta acceso in permanenza, cioè il contrario di quel che si voleva.
Sul tablet servono aggiornamento in background attivo e permesso di posizione «Sempre». Poi si tiene d'occhio per un giorno la cronologia del sensore di batteria: se ci sono buchi da quattro o cinque ore, si alza il parametro di conseguenza. Il parametro esiste per questo, non è un numero da lasciare com'è.
Un calcolo solo, ripetuto
La funzione che decide è pura: dati livello, soglie e anzianità del dato, restituisce sempre lo stesso risultato. Qualunque cosa succeda — la batteria che cambia, il controllo periodico ogni cinque minuti, un comando manuale, l'avvio di Home Assistant — porta allo stesso calcolo, quindi non esistono stati incoerenti da rimettere a posto.
Il controllo periodico copre anche il caso di chi tocca la presa a mano: l'integrazione non sorveglia l'uscita, ma alla prima riconciliazione la rimette come deve stare. In banda morta, invece, la lascia come l'hai messa: nella demo si provano tutti e due i casi.
All'avvio di Home Assistant non decide subito: aspetta l'avvio completo. Se decidesse durante il boot leggerebbe «sconosciuto» su tutti i sensori e accenderebbe tutti i caricatori insieme.
Cosa serve
La companion app di Home Assistant installata sul tablet, con i sensori di batteria abilitati in Impostazioni app → Sensori: è l'unica fonte del livello di carica, senza non c'è niente da leggere. E un'uscita comandabile che alimenti il caricatore.
Su iPad la companion app è l'unica strada: Fully Kiosk Browser non esiste per iOS e Safari non pubblica sensori verso Home Assistant. Serve Home Assistant 2024.12 o successivo.
Installazione
Integrazione gratuita e open source, licenza Apache 2.0.